La terapia neoadiuvante con taxani, trastuzumab e pertuzumab con o senza carboplatino nel carcinoma mammario HER2+

In pazienti con tumore mammario HER2+ una terapia neoadiuvante con un taxano, trastuzumab e pertuzumab ma senza carboplatino porta a benefici simili nella risposta patologica completa e migliora la tollerabilità

I nuovi risultati dello studio di fase 3 neoCARHP, pubblicati di recente sul Journal of Clinical Oncology, dimostrano la non inferiorità di una terapia neoadiuvante con un taxano a scelta in aggiunta a trastuzumab e pertuzumab ma senza carboplatino rispetto allo stesso trattamento con carboplatino in pazienti con carcinoma mammario HER2+ di stadio II e III.

NeoCARHP è uno studio multicentrico, randomizzato, di fase III e di non inferiorità che ha arruolato 774 pazienti con carcinoma mammario invasivo HER2-positivo di stadio II e III, non trattato in precedenza. Le partecipanti sono state randomizzate per ricevere una terapia neoadiuvante con un taxano selezionato dallo sperimentatore (docetaxel, paclitaxel o nab-paclitaxel) in aggiunta a trastuzumab e pertuzumab, con o senza carboplatino. Una risposta patologica completa è stata ottenuta nel 64,1% delle pazienti non trattate con carboplatino e nel 65,9% del gruppo trattato con carboplatino; il primo gruppo ha presentato un minor numero di eventi avversi di grado 3 e 4 (20,7% contro il 34,6% nelle pazienti trattate con carboplatino). Come sottolineano gli autori, «Lo studio neoCARHP ha dimostrato che il regime senza carboplatino ha raggiunto tassi di risposta patologica completa non inferiori con una migliore tollerabilità. Questi risultati suggeriscono che omettere il carboplatino potrebbe rappresentare una strategia neoadiuvante alternativa, in combinazione con il duplice blocco di HER2, per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale». Pertanto, questo studio amplia le opzioni terapeutiche per le donne con carcinoma mammario HER2-positivo.

La terapia neoadiuvante con taxani, trastuzumab e pertuzumab con o senza carboplatino nel carcinoma mammario HER2+

In pazienti con tumore mammario HER2+ una terapia neoadiuvante con un taxano, trastuzumab e pertuzumab ma senza carboplatino porta a benefici simili nella risposta patologica completa e migliora la tollerabilità

I nuovi risultati dello studio di fase 3 neoCARHP, pubblicati di recente sul Journal of Clinical Oncology, dimostrano la non inferiorità di una terapia neoadiuvante con un taxano a scelta in aggiunta a trastuzumab e pertuzumab ma senza carboplatino rispetto allo stesso trattamento con carboplatino in pazienti con carcinoma mammario HER2+ di stadio II e III.

NeoCARHP è uno studio multicentrico, randomizzato, di fase III e di non inferiorità che ha arruolato 774 pazienti con carcinoma mammario invasivo HER2-positivo di stadio II e III, non trattato in precedenza. Le partecipanti sono state randomizzate per ricevere una terapia neoadiuvante con un taxano selezionato dallo sperimentatore (docetaxel, paclitaxel o nab-paclitaxel) in aggiunta a trastuzumab e pertuzumab, con o senza carboplatino. Una risposta patologica completa è stata ottenuta nel 64,1% delle pazienti non trattate con carboplatino e nel 65,9% del gruppo trattato con carboplatino; il primo gruppo ha presentato un minor numero di eventi avversi di grado 3 e 4 (20,7% contro il 34,6% nelle pazienti trattate con carboplatino). Come sottolineano gli autori, «Lo studio neoCARHP ha dimostrato che il regime senza carboplatino ha raggiunto tassi di risposta patologica completa non inferiori con una migliore tollerabilità. Questi risultati suggeriscono che omettere il carboplatino potrebbe rappresentare una strategia neoadiuvante alternativa, in combinazione con il duplice blocco di HER2, per le pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo in stadio iniziale». Pertanto, questo studio amplia le opzioni terapeutiche per le donne con carcinoma mammario HER2-positivo.