Tumore mammario triplo negativo, la trascrittomica migliora la previsione di risposta alle terapie
Nuovi dati dello studio di fase III NeoTRIPaPDL1 dimostrano che i profili di espressione genica raccolti precocemente in corso di terapia neoadiuvante possono identificare marcatori di risposta alla chemio-immunoterapia neoadiuvante
La profilazione trascrittomica longitudinale si conferma uno strumento promettente per individuare i marcatori di risposta alla chemio immunoterapia neoadiuvante nel carcinoma mammario triplo negativo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Annals of Oncology e condotto nell’ambito del trial di fase III NeoTRIPaPDL1.
La ricerca, condotta dal gruppo di ricerca traslazionale sul tumore mammario di Fondazione Michelangelo coordinato dal prof. Giampaolo Bianchini, ha analizzato campioni tumorali raccolti prima dell’inizio del trattamento e nelle sue fasi iniziali. Con analisi ripetute nel tempo sugli stessi pazienti è stato possibile non solo fotografare le caratteristiche iniziali del tumore, ma anche seguirne l’evoluzione biologica durante la terapia. I risultati evidenziano un marcato rimodellamento del microambiente tumorale, che è strettamente legato agli esiti clinici.
In particolare, l’assenza precoce di cellule tumorali nelle biopsie effettuate durante la terapia si è rivelata un forte indicatore di risposta patologica completa. Parallelamente, l’attivazione dei programmi immunitari nel corso del trattamento emerge come uno dei principali fattori associati all’efficacia della chemio immunoterapia, superando il valore predittivo di alcune firme metaboliche osservate prima dell’inizio della terapia.
Lo studio illustra come le caratteristiche intrinseche del tumore, combinate con i segnali immunitari indotti dalla terapia, possano fornire informazioni complementari ed orientare le scelte cliniche. Nel complesso, i dati rafforzano l’ipotesi di strategie neoadiuvanti sempre più personalizzate, basate su biomarcatori dinamici e sull’evoluzione precoce della malattia.
La ricerca, condotta dal gruppo di ricerca traslazionale sul tumore mammario di Fondazione Michelangelo coordinato dal prof. Giampaolo Bianchini, ha analizzato campioni tumorali raccolti prima dell’inizio del trattamento e nelle sue fasi iniziali. Con analisi ripetute nel tempo sugli stessi pazienti è stato possibile non solo fotografare le caratteristiche iniziali del tumore, ma anche seguirne l’evoluzione biologica durante la terapia. I risultati evidenziano un marcato rimodellamento del microambiente tumorale, che è strettamente legato agli esiti clinici.
In particolare, l’assenza precoce di cellule tumorali nelle biopsie effettuate durante la terapia si è rivelata un forte indicatore di risposta patologica completa. Parallelamente, l’attivazione dei programmi immunitari nel corso del trattamento emerge come uno dei principali fattori associati all’efficacia della chemio immunoterapia, superando il valore predittivo di alcune firme metaboliche osservate prima dell’inizio della terapia.
Lo studio illustra come le caratteristiche intrinseche del tumore, combinate con i segnali immunitari indotti dalla terapia, possano fornire informazioni complementari ed orientare le scelte cliniche. Nel complesso, i dati rafforzano l’ipotesi di strategie neoadiuvanti sempre più personalizzate, basate su biomarcatori dinamici e sull’evoluzione precoce della malattia.
Tumore mammario triplo negativo, la trascrittomica migliora la previsione di risposta alle terapie
Nuovi dati dello studio di fase III NeoTRIPaPDL1 dimostrano che i profili di espressione genica raccolti precocemente in corso di terapia neoadiuvante possono identificare marcatori di risposta alla chemio-immunoterapia neoadiuvante