Nel carcinoma mammario la sopravvivenza libera da malattia migliora con giredestrant in terapia adiuvante

Nuovi risultati dal trial di fase III lidERA mostrano un significativo miglioramento nella sopravvivenza libera da malattia invasiva nel carcinoma mammario in fase precoce ER+/HER2-

I risultati dello studio di fase III lidERA, recentemente presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium, mostrano che il giredestrant, un degradatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERD) orale e sperimentale, in terapia adiuvante ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) rispetto all’attuale terapia endocrina standard in pazienti con carcinoma mammario positivo per i recettori ormonali e negativo per HER2 in stadio iniziale.

Lo studio LidERA è uno studio di fase III randomizzato, in aperto, multicentrico che valuta l’efficacia e la sicurezza del giredestrant in trattamento adiuvante rispetto alla terapia endocrina standard su oltre 4100 pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- in stadio I-III a rischio medio o alto. Tutte le pazienti erano state sottoposte a intervento chirurgico e, se indicato, avevano completato la chemioterapia adiuvante o neoadiuvante; le pazienti sono state randomizzate a ricevere 30 mg di giredestrant o una delle quattro terapie endocrine standard (tamoxifene, letrozolo, anastrozolo o exemestane). All’analisi prespecificata dopo un follow-up mediano di 32,3 mesi, le pazienti che hanno ricevuto giredestrant hanno mostrato una iDFS significativamente migliore rispetto alle loro controparti che hanno ricevuto la terapia endocrina standard; inoltre, avevano il 30% di probabilità in meno di sviluppare progressione di malattia invasiva al momento del follow-up; avevano anche il 31% di probabilità in meno di recidiva a distanza al momento del follow-up. Anche i dati preliminari sulla sopravvivenza globale hanno mostrato un beneficio e un chiaro trend positivo, con un profilo di sicurezza gestibile. Aditya Bardia del Los Angeles Jonsson Comprehensive Cancer Center, che ha presentato i dati, ha affermato: «Per oltre un quarto di secolo, il tamoxifene e gli inibitori dell’aromatasi sono rimasti l’opzione di terapia endocrina standard per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale. I risultati dello studio lidERA dimostrano la superiorità clinica del giredestrant rispetto al tamoxifene e agli inibitori dell’aromatasi, ponendo il giredestrant come nuovo standard nella terapia endocrina per pazienti con carcinoma mammario ER+/HER2- in fase iniziale».

Nel carcinoma mammario la sopravvivenza libera da malattia migliora con giredestrant in terapia adiuvante

Nuovi risultati dal trial di fase III lidERA mostrano un significativo miglioramento nella sopravvivenza libera da malattia invasiva nel carcinoma mammario in fase precoce ER+/HER2-

I risultati dello studio di fase III lidERA, recentemente presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium, mostrano che il giredestrant, un degradatore selettivo del recettore degli estrogeni (SERD) orale e sperimentale, in terapia adiuvante ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da malattia invasiva (iDFS) rispetto all’attuale terapia endocrina standard in pazienti con carcinoma mammario positivo per i recettori ormonali e negativo per HER2 in stadio iniziale.

Lo studio LidERA è uno studio di fase III randomizzato, in aperto, multicentrico che valuta l’efficacia e la sicurezza del giredestrant in trattamento adiuvante rispetto alla terapia endocrina standard su oltre 4100 pazienti con carcinoma mammario HR+/HER2- in stadio I-III a rischio medio o alto. Tutte le pazienti erano state sottoposte a intervento chirurgico e, se indicato, avevano completato la chemioterapia adiuvante o neoadiuvante; le pazienti sono state randomizzate a ricevere 30 mg di giredestrant o una delle quattro terapie endocrine standard (tamoxifene, letrozolo, anastrozolo o exemestane). All’analisi prespecificata dopo un follow-up mediano di 32,3 mesi, le pazienti che hanno ricevuto giredestrant hanno mostrato una iDFS significativamente migliore rispetto alle loro controparti che hanno ricevuto la terapia endocrina standard; inoltre, avevano il 30% di probabilità in meno di sviluppare progressione di malattia invasiva al momento del follow-up; avevano anche il 31% di probabilità in meno di recidiva a distanza al momento del follow-up. Anche i dati preliminari sulla sopravvivenza globale hanno mostrato un beneficio e un chiaro trend positivo, con un profilo di sicurezza gestibile. Aditya Bardia del Los Angeles Jonsson Comprehensive Cancer Center, che ha presentato i dati, ha affermato: «Per oltre un quarto di secolo, il tamoxifene e gli inibitori dell’aromatasi sono rimasti l’opzione di terapia endocrina standard per le pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale. I risultati dello studio lidERA dimostrano la superiorità clinica del giredestrant rispetto al tamoxifene e agli inibitori dell’aromatasi, ponendo il giredestrant come nuovo standard nella terapia endocrina per pazienti con carcinoma mammario ER+/HER2- in fase iniziale».