I risultati dello studio Mammography Screening with Artificial Intelligence (MASAI), recentemente pubblicati su The Lancet, dimostrano che lo screening mammografico supportato dall’intelligenza artificiale (IA) ha esiti più favorevoli rispetto al doppio screening standard, in termini di incidenza di tumori di intervallo e tumori di intervallo dalle caratteristiche sfavorevoli.
Lo studio MASAI è uno studio randomizzato, controllato, di non inferiorità, in singolo cieco e basato sulla popolazione, che ha avuto come tema l’accuratezza dello screening ed è stato integrato nel programma svedese di screening per il tumore al seno, all’interno del quale le partecipanti sono state assegnate in modo casuale a uno screening mammografico supportato dall’IA o a una doppia lettura standard senza IA. Un totale di 105.934 donne sono state randomizzate nel gruppo di intervento o di controllo; nel gruppo supportato dall’IA, gli esami con punteggi di rischio dall’IA bassi sono stati indirizzati a una singola lettura, mentre quelli con un punteggio di rischio IA elevato sono stati sottoposti a doppia lettura, con l’IA utilizzata come supporto diagnostico per i radiologi. I tassi di tumori d’intervallo sono stati rispettivamente di 1,55 e 1,76 ogni 1000 partecipanti nel gruppo di intervento con IA e nel gruppo di controllo. Il gruppo sottoposto a screening supportato dall’IA ha presentato un numero inferiore di tumori d’intervallo invasivi, T2+ o non luminali A rispetto al gruppo di controllo; la sensibilità è risultata stabilmente più elevata nei gruppi diversi per età e densità del seno, oltre che per il tumore invasivo, ma non per il carcinoma in situ. Gli autori concludono che «lo screening mammografico supportato dall’IA ha mostrato risultati costantemente favorevoli rispetto alla doppia lettura standard, con un tasso di tumori di intervallo non inferiore, un numero inferiore di tumori di intervallo con caratteristiche sfavorevoli, una sensibilità maggiore e la stessa specificità, riducendo al contempo il carico di lavoro per la lettura dello screening. Questi risultati implicano che lo screening mammografico supportato dall’IA può migliorare efficacemente le prestazioni dello screening rispetto alla doppia lettura standard e può essere considerato per l’implementazione nella pratica clinica».
L’IA a confronto con la doppia lettura standard per lo screening mammografico
I risultati dello studio svedese MASAI mostrano esiti stabilmente più favorevoli con l’uso dell’IA per lo screening mammografico rispetto alla doppia lettura standard
I risultati dello studio Mammography Screening with Artificial Intelligence (MASAI), recentemente pubblicati su The Lancet, dimostrano che lo screening mammografico supportato dall’intelligenza artificiale (IA) ha esiti più favorevoli rispetto al doppio screening standard, in termini di incidenza di tumori di intervallo e tumori di intervallo dalle caratteristiche sfavorevoli.
Lo studio MASAI è uno studio randomizzato, controllato, di non inferiorità, in singolo cieco e basato sulla popolazione, che ha avuto come tema l’accuratezza dello screening ed è stato integrato nel programma svedese di screening per il tumore al seno, all’interno del quale le partecipanti sono state assegnate in modo casuale a uno screening mammografico supportato dall’IA o a una doppia lettura standard senza IA. Un totale di 105.934 donne sono state randomizzate nel gruppo di intervento o di controllo; nel gruppo supportato dall’IA, gli esami con punteggi di rischio dall’IA bassi sono stati indirizzati a una singola lettura, mentre quelli con un punteggio di rischio IA elevato sono stati sottoposti a doppia lettura, con l’IA utilizzata come supporto diagnostico per i radiologi. I tassi di tumori d’intervallo sono stati rispettivamente di 1,55 e 1,76 ogni 1000 partecipanti nel gruppo di intervento con IA e nel gruppo di controllo. Il gruppo sottoposto a screening supportato dall’IA ha presentato un numero inferiore di tumori d’intervallo invasivi, T2+ o non luminali A rispetto al gruppo di controllo; la sensibilità è risultata stabilmente più elevata nei gruppi diversi per età e densità del seno, oltre che per il tumore invasivo, ma non per il carcinoma in situ. Gli autori concludono che «lo screening mammografico supportato dall’IA ha mostrato risultati costantemente favorevoli rispetto alla doppia lettura standard, con un tasso di tumori di intervallo non inferiore, un numero inferiore di tumori di intervallo con caratteristiche sfavorevoli, una sensibilità maggiore e la stessa specificità, riducendo al contempo il carico di lavoro per la lettura dello screening. Questi risultati implicano che lo screening mammografico supportato dall’IA può migliorare efficacemente le prestazioni dello screening rispetto alla doppia lettura standard e può essere considerato per l’implementazione nella pratica clinica».