Carboplatino in aggiunta alla terapia sequenziale con taxano e antraciclina nel carcinoma mammario triplo negativo

L’aggiunta di carboplatino alla terapia neoadiuvante sequenziale con taxano e antraciclina aumenta la sopravvivenza globale in donne in premenopausa con carcinoma mammario triplo negativo

L’aggiunta di carboplatino alla chemioterapia neoadiuvante sequenziale con taxano-antraciclina non migliora la sopravvivenza libera da eventi, ma aumenta la sopravvivenza globale nelle donne in premenopausa con carcinoma mammario triplo negativo: lo dimostrano dati pubblicati di recente su The Journal of Clinical Oncology.

In questo studio di fase III, 717 pazienti con carcinoma mammario triplo negativo sono state assegnate in modo casuale a ricevere una chemioterapia neoadiuvante con carboplatino più paclitaxel una volta a settimana per 8 settimane, seguite da quattro cicli di antraciclina più ciclofosfamide, oppure la stessa chemioterapia ma senza carboplatino. Dopo un follow-up mediano di 67,6 mesi, il carboplatino non ha aumentato significativamente la sopravvivenza libera da eventi, ma ha aumentato in maniera significativa la sopravvivenza globale. L’effetto si è osservato solo nelle donne in premenopausa, dove la sopravvivenza libera da eventi a 5 anni è stata del 75% nel gruppo trattato con carboplatino rispetto al 59,6% nel gruppo di controllo, e la sopravvivenza globale è stata rispettivamente del 78,2% rispetto al 64,6%; anche la risposta patologica completa è stata più elevata (61,7% nel braccio trattato con carboplatino rispetto al 40,6% nel braccio di controllo). Non è stato osservato alcun beneficio dell’aggiunta di carboplatino nelle pazienti in postmenopausa o di età superiore ai 50 anni. Studi precedenti avevano riscontrato modesti miglioramenti nella risposta patologica completa, ma un impatto variabile sulla sopravvivenza libera da eventi e sulla sopravvivenza globale; questo studio si aggiunge ai dati accumulati secondo cui il platino dovrebbe essere incorporato nel trattamento curativo del carcinoma mammario triplo negativo. Come concludono gli autori: «L’aggiunta di carboplatino a un regime neoadiuvante standard di taxano-antraciclina in pazienti con carcinoma mammario triplo negativo non ha aumentato significativamente la sopravvivenza libera da eventi, ma ha aumentato in maniera significativa la sopravvivenza complessiva e la risposta patologica completa, con un beneficio limitato alle pazienti in premenopausa».

Carboplatino in aggiunta alla terapia sequenziale con taxano e antraciclina nel carcinoma mammario triplo negativo

L’aggiunta di carboplatino alla terapia neoadiuvante sequenziale con taxano e antraciclina aumenta la sopravvivenza globale in donne in premenopausa con carcinoma mammario triplo negativo

L’aggiunta di carboplatino alla chemioterapia neoadiuvante sequenziale con taxano-antraciclina non migliora la sopravvivenza libera da eventi, ma aumenta la sopravvivenza globale nelle donne in premenopausa con carcinoma mammario triplo negativo: lo dimostrano dati pubblicati di recente su The Journal of Clinical Oncology.

In questo studio di fase III, 717 pazienti con carcinoma mammario triplo negativo sono state assegnate in modo casuale a ricevere una chemioterapia neoadiuvante con carboplatino più paclitaxel una volta a settimana per 8 settimane, seguite da quattro cicli di antraciclina più ciclofosfamide, oppure la stessa chemioterapia ma senza carboplatino. Dopo un follow-up mediano di 67,6 mesi, il carboplatino non ha aumentato significativamente la sopravvivenza libera da eventi, ma ha aumentato in maniera significativa la sopravvivenza globale. L’effetto si è osservato solo nelle donne in premenopausa, dove la sopravvivenza libera da eventi a 5 anni è stata del 75% nel gruppo trattato con carboplatino rispetto al 59,6% nel gruppo di controllo, e la sopravvivenza globale è stata rispettivamente del 78,2% rispetto al 64,6%; anche la risposta patologica completa è stata più elevata (61,7% nel braccio trattato con carboplatino rispetto al 40,6% nel braccio di controllo). Non è stato osservato alcun beneficio dell’aggiunta di carboplatino nelle pazienti in postmenopausa o di età superiore ai 50 anni. Studi precedenti avevano riscontrato modesti miglioramenti nella risposta patologica completa, ma un impatto variabile sulla sopravvivenza libera da eventi e sulla sopravvivenza globale; questo studio si aggiunge ai dati accumulati secondo cui il platino dovrebbe essere incorporato nel trattamento curativo del carcinoma mammario triplo negativo. Come concludono gli autori: «L’aggiunta di carboplatino a un regime neoadiuvante standard di taxano-antraciclina in pazienti con carcinoma mammario triplo negativo non ha aumentato significativamente la sopravvivenza libera da eventi, ma ha aumentato in maniera significativa la sopravvivenza complessiva e la risposta patologica completa, con un beneficio limitato alle pazienti in premenopausa».