Uno studio clinico non randomizzato recentemente pubblicato su JAMA Oncology suggerisce che in pazienti selezionate l'omissione della chirurgia mammaria dopo una terapia neoadiuvante sistemica potrebbe essere fattibile e non dare luogo a recidive.
Questo studio clinico prospettico di fase 2, a braccio singolo, non randomizzato, è stato condotto in 7 centri clinici statunitensi e ha incluso 50 donne di età pari o superiore a 40 anni con carcinoma mammario invasivo HER2-positivo o triplo-negativo che dopo una terapia sistemica neoadiuvante all'imaging mostravano lesioni mammarie residue inferiori a 2 cm.
Poiché la terapia sistemica neoadiuvante è stata associata a una risposta patologica completa fino al 60% dei tumori mammari, gli autori hanno voluto valutare se fosse fattibile evitare la chirurgia mammaria in pazienti selezionate attraverso una biopsia stereotassica vacuum assistita. Le pazienti che alla diagnosi avevano linfonodi negativi e senza tumore residuo sono state sottoposte a radioterapia mammaria totale; le pazienti con malattia linfonodale iniziale documentata e risposta patologica completa sono state sottoposte a dissezione ascellare mirata, mentre quelle con tumore residuo sono state sottoposte a chirurgia mammaria e ascellare standard. Le pazienti sono state monitorate con esami fisici e mammografia ogni 6 mesi. A una mediana di follow-up di 55,4 mesi, il tasso di recidiva del tumore mammario ipsilaterale è stato dello 0% e i tassi di sopravvivenza libera da malattia e di sopravvivenza globale sono stati del 100% per le pazienti non sottoposte a chirurgia mammaria. Questa strategia di gestione può offrire una valida alternativa alla chirurgia in un sottogruppo di pazienti con biologia tumorale favorevole e un’eccellente risposta alla terapia, attentamente e accuratamente selezionate mediante valutazione radiologica e patologica. Come concludono gli autori, «La nostra analisi quinquennale dello studio ha dimostrato che questo nuovo paradigma per la gestione di pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo o triplo negativo accuratamente selezionate è sicuro ed efficace.
Evitare selettivamente la chirurgia mammaria dopo la terapia sistemica neoadiuvante potrebbe essere fattibile e potrebbe fornire spunti per ulteriori studi clinici nella de-escalation del trattamento del cancro al seno. Sono tuttavia necessari ulteriori studi di conferma prima che questo nuovo approccio modifichi la pratica chirurgica».
Uno studio clinico non randomizzato recentemente pubblicato su JAMA Oncology suggerisce che in pazienti selezionate l'omissione della chirurgia mammaria dopo una terapia neoadiuvante sistemica potrebbe essere fattibile e non dare luogo a recidive.
Questo studio clinico prospettico di fase 2, a braccio singolo, non randomizzato, è stato condotto in 7 centri clinici statunitensi e ha incluso 50 donne di età pari o superiore a 40 anni con carcinoma mammario invasivo HER2-positivo o triplo-negativo che dopo una terapia sistemica neoadiuvante all'imaging mostravano lesioni mammarie residue inferiori a 2 cm.
Poiché la terapia sistemica neoadiuvante è stata associata a una risposta patologica completa fino al 60% dei tumori mammari, gli autori hanno voluto valutare se fosse fattibile evitare la chirurgia mammaria in pazienti selezionate attraverso una biopsia stereotassica vacuum assistita. Le pazienti che alla diagnosi avevano linfonodi negativi e senza tumore residuo sono state sottoposte a radioterapia mammaria totale; le pazienti con malattia linfonodale iniziale documentata e risposta patologica completa sono state sottoposte a dissezione ascellare mirata, mentre quelle con tumore residuo sono state sottoposte a chirurgia mammaria e ascellare standard. Le pazienti sono state monitorate con esami fisici e mammografia ogni 6 mesi. A una mediana di follow-up di 55,4 mesi, il tasso di recidiva del tumore mammario ipsilaterale è stato dello 0% e i tassi di sopravvivenza libera da malattia e di sopravvivenza globale sono stati del 100% per le pazienti non sottoposte a chirurgia mammaria. Questa strategia di gestione può offrire una valida alternativa alla chirurgia in un sottogruppo di pazienti con biologia tumorale favorevole e un’eccellente risposta alla terapia, attentamente e accuratamente selezionate mediante valutazione radiologica e patologica. Come concludono gli autori, «La nostra analisi quinquennale dello studio ha dimostrato che questo nuovo paradigma per la gestione di pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo o triplo negativo accuratamente selezionate è sicuro ed efficace.
Evitare selettivamente la chirurgia mammaria dopo la terapia sistemica neoadiuvante potrebbe essere fattibile e potrebbe fornire spunti per ulteriori studi clinici nella de-escalation del trattamento del cancro al seno. Sono tuttavia necessari ulteriori studi di conferma prima che questo nuovo approccio modifichi la pratica chirurgica».